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UFFICIO
STAMPA
Con
l'innovazione si vive meglio
L'innovazione tecnologica
è entrata nelle nostre case.
Dopo aver bussato insistentemente
alle nostre porte, con un po' di fatica,
è entrata sottoforma di elettrodomestico,
tramite una parabola, un decoder o
un telefono. Molto spesso è
racchiusa in un microchip o in una
scheda elettronica, che, silenziosi
e impercettibili, governano i gesti
della quotidianità.
(foto: esterno, tratta da domotica.ch)
Gli esperti l'hanno elevata
a rango di scienza e la chiamano "domotica",
una nuova scienza composta da due
parole: domus e informatica. In Italia
non è molto conosciuta e, come
in altri casi, la prassi ha preceduto
la teoria. I dati (PC 2003) rivelano
che il numero degli italiani, che
utilizzano quotidianamente la tecnologia
nella propria casa, è salito
del 30 per cento negli ultimi 5 anni.
Una rimonta netta, rispetto ad altri
paesi del nord Europa dove la domotica
è di casa.
«Si tratta - dice Andrea Campi,
esperto di domotica e responsabile
della comunicazione di domotica.ch
- di una crescita che riguarda tutti
gli aspetti della vita quotidiana,
non solo quelli legati al comfort,
a cui corre subito il pensiero, ma
anche quelli riguardanti la salute,
l'handicap, la sicurezza e la gestione
delle risorse energetiche nella casa.
Pensiamo alla telemedicina, collegata
all'utilizzo intelligente di Internet
e dell'informatica. Oggi grazie alle
nuove tecnologie governiamo molti
processi domestici, fino a ieri affidati
alla pura manualità».
La domotica non si interessa solo
dell'introduzione della tecnologia
in case già esistenti, ma anche
in quelli ancora da costruire. È
il concetto di “edificio intelligente”
, più conosciuto come building
automation, che riguarda quelle costruzioni
progettate e costruite in modo da
consentire la gestione integrata e
computerizzata degli impianti tecnologici,
delle attrezzature informatiche e
delle reti di comunicazione. Edifici
capaci di ottimizzare i cicli di vita
dei loro sistemi costitutivi e della
loro attrezzatura, di accentuare il
risparmio energetico e di accrescere
la fruibilità di servizi esterni.
L'Italia sembra, dunque, essersi svegliata
dal torpore che la contraddistingueva
nell'approccio alla tecnologia, soprattutto
quella applicata alla vita domestica.
Una tendenza che viaggia di pari passo
con il diminuire della diffidenza,
che, secondo una recente ricerca commissionata
dall'Anie (Federazione italiana imprese
elettortecniche ed elettoniche), è
legata alla percezione della tecnologia
come risposta e soluzione efficiente
ai propri bisogni. In una sola parola:
utilità.
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