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UFFICIO
STAMPA
La rivoluzione digitale parte dal
salotto
Fino a qualche anno
fa lo slogan della modernità
era “un computer in ogni casa”
ma, si sa, i tempi cambiano in fretta,
e la nuova filosofia sembra essere
“il computer in ogni angolo
della casa”. Questa rivoluzione
sembra arrivare sull’onda della
cu digitale: la gente è sempre
più abituata a scaricare la
musica e i film via internet, direttamente
in formato digitale, così come
il successo di iPod e del negozio
iTunes ci stanno insegnando. Oggi
tutti i computer di casa possono contenere
migliaia di canzoni in mp3 o centinaia
di film in divx, ma sarebbe veramente
un peccato usare queste risorse solo
sul proprio pc. E’ allora questa
la nuova sfida del computer: riversare
i propri contenuti su tutti gli accessori
casalinghi per l’intrattenimento,
come la televisione, il lettore dvd
o la radio, diventando così
il nuovo re della nostra casa. Se
l’idea sembra buona, in realtà
l’applicazione pratica è
ancora una sfida affascinante, a cui
le varie aziende hanno dato una serie
di idee e approcci differenti.
Promettente, almeno per
la celebrità della casa che
lo produce, sembra il sistema operativo
"Windows media center",
recentemente presentato allo Smau
e al Futurshow. Il nuovo software
di mister Bill Gates permette di integrare
perfettamente i pc con la televisione
di casa, essendo facilmente e velocemente
controllabile da un telecomando, il
tutto con la qualità offerta
dal nuovo formato wmv (Windows Media
Video), uno dei pochi in grado di
riprodurre tutti i canali dell’audio
digitale d’alta qualità,
compreso il subwoofer. Un’altra
strada è quella seguita da
Apple, la storica rivale di Microsoft
che, ultimamente, sembra sempre un
passo avanti nel mondo del digitale.
La casa della mela sembra dare per
assodato che il suo software iTunes
sia già sufficientemente comodo
e completo (già prima del Media
Player di Microsoft permetteva infatti
di acquistare direttamente la musica
col pc) e preferisce quindi dare risalto
ad un approccio hardware: il nuovo
sistema Airport Express, infatti,
è un insieme di accessori in
grado di facilitare il collegamento
wireless (senza fili), per far diventare
il mac un “aeroporto”
per i contenuti digitali che si usano
in casa. Un altro punto di forza di
Apple è l’attenzione
per il design che da sempre la caratterizza:
se il computer vuole entrare in salotto,
deve anche farsi più bello.
Un approccio totalmente
differente da quello di Microsoft
e Apple è quello degli streaming
media device. Questi sistemi, prodotti
da aziende come Creative e Macsense,
non si collegano al pc, ma direttamente
agli elettrodomestici: sono come dei
decoder, che consentono alla tv o
allo stereo di “tradurre”
i formati digitali più diffusi,
come mp3, wma o avi. Questa soluzione
ha il vantaggio, non indifferente,
di essere abbastanza economica, ma
ancora non esiste un dispositivo in
grado di codificare correttamente
tutti i formati più diffusi,
anche per problemi di compatibilità
tra le varie marche di elettrodomestici.
Come ogni rivoluzione
che si rispetti anche questa sembra
dover passare da una guerra: se il
pc vuole invadere casa di certo le
console per videogame non lasceranno
facilmente il posto guadagnato con
fatica accanto al televisore. Quale
può essere la soluzione? L’integrazione
della console stessa all’interno
del pc, con sistemi software come
Linksys. Ma invece quale altra tecnologia
sarà necessario avere nelle
nostre case per domare l’impatto
con un nuovo concorrente del pc come
la tv digitale e i suoi decoder famosi
per gli incentivi statali? Questa
volta è la televisione a voler
sostituire il pc, non viceversa.
Insomma, se i propositi
sono buoni, il grande numero di standard
proposti e le infinite possibilità
offerte dalla tecnologia potrebbero
confondere eccessivamente il consumatore,
che nel frattempo è chiamato
a diventare il protagonista inconsapevole
di questa grande rivoluzione.
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